03/07/2008
Non devo rammaricarmi troppo se altri hanno raggiunto e meglio gli scopi che mi ero prefisso nella ricerca sugli infrasuoni. Avevo capito la forza ipnotica delle frequenze inferiori a quelle degli apparecchi commerciali, desideravo che questa scoperta contenesse un approccio positivo. Ora proprio questo non s’è salvato nelle scoperte successive. Gli uomini sono quello che sono, agiscono secondo interessi, irrazionali, ma interessi. Vendono infrasuoni come droga. Fanno i loro affari.
Ecco allora che le mie ricerche che ritenevo monche stanno mutando fisionomia. Stanno assumendo esattamente la figura della ricerca dell’antidoto. E posso dire che l’antidoto c’è. So come fare a “pulire” le musiche scaricate da non si sa quale fonte e garantirsi che non siano dannose alla salute. Certamente piacevoli, ma non eversive o frastornanti per la mente, non tali da indurre dipendenze psichiche. Posso dire che la strada è semplice, direi elementare e i costi sì, ci sono, ma sono contenuti e possono essere resi banali in funzione della quantità. EEGnormale
In fin dei conti questo esito corrisponde meglio alla mia personalità. Devo esserne soddisfatto. Ciò detto, non so quale sarà il passo successivo per me, non so cosa farò domani.
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categoria:antidoti
03/07/2008
Dovrei esultare alla notizia della cyber droga musicale. Da tanto tempo stavo cercando qualcosa di simile. Lo dicevo anche nel profilo. Alcune ricerche riguardavano appunto le frequenze al di sotto dei 30 Hertz. Ma con notevoli differenze. Non cerco droghe, semmai cerco sostituti naturali , che sono cioè prodotti dallo stesso organismo umano. Io li cercavo come sostegno alla meditazione, per ottenere stati di coscienza indotti più ricchi ed efficaci, non dannosi.
Praticamente si possono udire solo come rumore di fondo e meglio se composti o modulati con il suono udibile, come suoi armonici inferiori (ma assomigliano a un flusso di corrente irregolare. La mia ambizione era di renderli regolari e assumibili). Per questo usavo meglio i nastri magnetici piuttosto che i CD ottici. Se, come dicono, hanno trovato il modo di comunicare via file compressi queste frequenze e persino dar loro il nome di droghe esistenti perché indurrebbero effetti simili, allora resto mortificato dal mio percorso più penoso e difficile. da Libero
Nessuno ha voluto darmi ascolto, sono passato per un “fissato” a dir poco. Periti elettronici, ingegneri, insegnanti universitari mi hanno considerato con compassione. L’invisibile! Quello che dici non è provato, anzi è provato che non esiste, come il moto perpetuo, per esempio. In particolare, quello che mi ha detto queste parole è oggi Rettore dell’ università. L’insulto ancora mi brucia. Le industrie della riproduzione del suono non si avventurano al di sotto dei 60 Hertz, microfoni e casse acustiche deliberatamente non ci arrivano, ci arrivano invece i programmi del computer.
Il vero problema è etico e dovrebbe essere definito come possibile manipolazione della mente per cui è prevedibile che si debbano usare precisi paletti.
Inoltre occorrerebbe studiare una correlazione della esposizione alle radiofrequenze con il cancro.
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categoria:rettori feudali
02/07/2008

Non ci vuole poi molto a rubare Venere. In tanti ci sono riusciti. Questa di Osimo è un mistero. Se ne sono accorti dopo settimane che era stata rubata, piccolina, meno di 70 cm, Venere tascabile si direbbe, ma di grande valore archeologico, un cicerone dell’Archeoclub durante una di quelle visite guidate che si sono fatte più frequenti dopo l’apertura delle grotte sotto la città. Lui, il cicerone, teneva il conto delle teste mancanti e gli venne in mente che ce ne doveva essere, cioè non essere, insomma una testa mozzata in più al femminile, la piccola Venere appunto. Altrimenti nessuno se ne sarebbe accorto. Registrazioni delle telecamere chiuse ormai cancellate da tempo, ovviamente. Effrazioni tradizionali, per svellere la statua dal basamento. Un lavoro da esperti. Ops, non siamo stati abbastanza attenti a custodire il nostro prezioso patrimonio archeologico, ci vogliono nuovi investimenti per la messa in sicurezza … Senza Venere ci sentiamo grigi. O Venere se n’è andata perché eravamo grigi?Knidos-coin-Aphrodite

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categoria:venere rubata
02/07/2008

Bello, bello. Domani festeggio il mio primo anno di blog, un blog quasi giornaliero. Ne sono soddisfatto. E’ un modo espressivo che mi piace, che trovo adatto a me, che vorrei migliorare nella grafica e nei media. Mi sono misurato e sono rimasto soddisfatto del risultato. Ho la conferma che siamo appena agli inizi e che si potrebbe fare molto di più. Ho lavorato isolato, di notte, ho comunicato con altri isolati notturni, si potrebbe allargare la community, io non so fare molto bene, imparerò, penso.


Nello stesso tempo devo denunciare i limiti, ciò che non sono riuscito a fare. Non sono riuscito esattamente a dire quello che mi premeva di più in tante direzioni, quella privata per esempio, o quella storico-pubblica, o quella religiosa e spirituale, non sono stato incisivo come avrei voluto nella teoria del teatro. Le ricerche nel campo nel suono sono rimaste all’ultimo gradino. Il flusso trascina. A volte ti offre l’opportunità di grandi rivelazioni e di grandi “performance”, a volte ti distrae e ti fa galleggiare come un truciolo sbattuto qua e là dalla corrente.

Per vendere libri ho fatto il “bancarellaro” nelle feste dell’Unità. Guadagnare per consumare la cena fatta col panino e tornare a casa a mani vuote, col pensiero a quegli occhi voraci sgranati sui libri di quattro compagni consunti. Ma avevo una camicia di seta e ne ero orgoglioso. Era appartenuta a Juan, partigiano, compreso lo strappo mal cucito sul cuore. Ora me ne sto a casa a scrivere post, senza camicia, ma con lo stesso strappo sul cuore.

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categoria:un anno di blog
01/07/2008
Venere osimana
Sì, una statua di Venere, l’hanno rubata ieri dall’atrio del Comune. E’ accaduto nella cittadina dove vivo, Osimo, famosa - quando è famosa - per essere la città delle numerose statue di epoca romana, tutte rigorosamente senza testa. Non si sa come mai sono tutte senza testa, ma non credo che ci voglia un genio per trovare una soluzione all’enigma. Intanto continua la leggenda e le statue romane, di grandi dimensioni, rendono solenne l’atrio del palazzo comunale.
Recentemente era stato aperto un altro passaggio, con dispositivo per favorire l’accesso ai disabili. Ineccepibile l’abbattimento delle barriere architettoniche. Sta di fatto che quel passaggio secondario, più riparato, per non dire nascosto, ha suggerito a qualcuno che si poteva fare: portarsi via una Venere di buona fattura. Non mi chiedete di più, io sono solo un cittadino che porta sua figlia in piazza a giocare con la piccola bicicletta.
Ci vuole umorismo e signorilità a passare come quelli che sono “senza testa”. Ora però mandare giù anche la Venere rubata è un bel mal di stomaco! Se qualcuno sapesse qualcosa ...
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categoria:venere rubata
30/06/2008

Approvo Di Pietro. Sono convinto che quando un governo cancella il reato di falso in bilancio, i cittadini intendono molto bene il messaggio e le casse dello stato andranno (come sono andate) in rosso. Quando un premier dice le cose che sono state riferite dalle intercettazioni, che  - lo ricordo - costituiscono comunque una notizia di reato che obbliga i magistarti all'azione penale, tutti i cittadinin sono autorizzati a prender per i fondelli gli onesti ed affidare i propri affari ai criminali. Altro che liberale! Malagodi e Zanone erano galantuomini. Questo dal quale non ci riusciamo a liberare infanga il liberalismo. Il popolo ha votato? Sì. Viste le cose più da vicino, può tornare a votare e cambiare opinione. Me lo auguro. In ogni caso con la legge elettorale con cui abbiamo votato vale la surroga, un altro può prendere validamente il suo posto. E' una questione di valori. Io non stimavo un gran che la filosofia di Wojtyla. Ma bisogna riconoscere che era una filosofia ispirata a Max Scheler e alla centralità dei valori. Non tutto è splendore in Max Scheler, ma almeno potremmo riconoscere che noi italiani siamo caduti in uno smarrimento tale da far ritenere che davvero abbiamo bisogno di riformulare e ripetere a noi stessi i valori nei quali crediamo.

  Scheler_ Max Scheler. A lui dobbiamo la nozione moderna di valore. Karol Wojtyla si era ispirato a lui nella filosofia morale, anche per il comune radicamento nella scolastica tradizionale.

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categoria:italia dei valori
30/06/2008
casa con le radiciLa festa di Pietro e Paolo era ieri. Ho visto qualche immagine di una cerimonia ecumenica in tv, ho ricevuto una telefonata di auguri da mia sorella (mio fratello si chiama Paolo, così in famiglia si accorciava in Pier e Paolo). Ma dai, come puoi evitare un post?
Non lo evito. Per dire che Paolo non mi sta simpatico. Intendiamoci, non ne posso fare a meno. Sta lì ben collocato nella mia fede cristiana. Ma l’antipatia è un’altra cosa. Già stava meglio con il vecchio nome: Shaul. Ora Paulus è pretenzioso e ruffiano. Era in sintonia con la tessera da cittadino romano che portava nella scarsella insieme alla tessera da fariseo, figlio di farisei, integralisti anzi che no. Pannella con le sue numerose tessere in tasca non ha inventato nulla.
Capitemi, io faccio teatro e Paulus è un personaggio che si presta, anche alla satira (Gesù no, Gesù è terribilmente teso, non si rilassa mai o quasi). Ho tradotto un libro abbastanza destrutturante, diciamo così. Ora non ve lo racconto, semmai ve ne anticipo qualche tratto. Aveva un pungolo nella carne, ma non portava il cilicio. Sognava che un angelo lo schiaffeggiasse. Non parlava mai di donne sue. Come missionario era un disastro. Andò in Arabia felix (oggi Yemen) e che cosa avesse combinato laggiù non si sa ancora. Si sa che lo stanno ancora rincorrendo. Deve fuggire dai suoi della fraternità cristiana, a Gerusalemme non può stare. Si vanta di aver convertito molte sinagoghe, ma pare che il metodo fosse fare una chiacchierata con il rabbino, incontro dal quale risultava che la sinagoga di quel luogo aderiva alla fraternità cristiana. A Corinto prende una posizione autorevole, da Apostolo, e sbaglia, sbaglia tanto che deve scrivere un numero imprecisato di lettere ai Corinti, tutte permeate da un’autoesaltazione e dalla dimostrazione di non aver sbagliato. In una città portuale piena di prostitute, un uomo fa rimanere con sé, nella sua casa, la giovane seconda moglie di suo padre, morto anche lui, dopo sua madre. E cosa doveva fare, buttarla fuori di casa? Gettarla in pasto ai clienti?
Ma a Paulus preme la strategia romana. Bisogna osservare le leggi romane, che in questo caso non tollerano affinità (si sis affinis…), al contrario della legge giudaica del levirato che addirittura impone di sposare la moglie ancora feconda del fratello morto.
Paulus fa il diavolo a quattro per ottenere da Pietro la convocazione del Concilio di Gerusalemme. Ma in Concilio si celebra e si conclude in un modo tale che sembra ignorare la posizione di Paulus. Con la sua modesta visione del lenzuolo pieno di animali ritenuti impuri e con la voce che gli dice <mangia, e non considerare impuro quello che io ho creato puro>, Pietro comprende la novità del cristianesimo rispetto ai rituali sacerdotali e di casta del vecchio giudaismo, E così il Concilio. Ma Paulus ci si intrufola in mezzo complicando gli affari semplici e scivolando ora a destra ora a sinistra, ora nell’anarchia (se scrivo anomismo non mi capisce nessuno), ora nella disperazione gnostica.
Ho detto bene, Paulus si intrufola. Non era uno dei dodici apostoli, non conosceva neppure Gesù, ma sapeva parlare bene, e venne promosso con una sola e solitaria (senza testimoni) apparizione. Non faceva parte dei dodici e tuttavia la chiesa lo celebra anche oggi assieme a Pietro come colonna della chiesa primitiva. Ha usurpato il posto a Maria di Magdala? Una operazione culturale di compromesso, di grandissimo peso. Ora, qualcuno è giunto a dire che il cattolicesimo non nasce con Gesù, ma con Paolo. Non confondiamo. Io qui mi permetto di essere grottesco perché conosco i miei polli. C’è un’anima di verità in chi attribuisce tanto a Paolo: la scrittura. Io ritengo che la vera strategia missionaria del nuovo testamento e della chiesa antica sia il fatto che questo manipolo di settari giudaici scriveva. Tanto. Come nessuno a quell’epoca. E non Paolo, ma prima di Paolo. Gli inni cristologici e le dossologie liturgiche esistevano prima di Paolo. Ma ciò che unificava tutto era il fatto che quegli scritti venivano intinti col proprio sangue.
(Scusate, ve lo avevo detto, sono un uomo di teatro).
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categoria:apostoli
29/06/2008

Non sono il primo a notare l’imprecisione linguistica della parola tanto usata e disprezzata: “giustizialismo”. Lo aveva già notato Francesco Saverio Borrelli. Anche questa è una cattura ideologica della destra. Tutti possiamo essere solo “garantisti”, perché il giustizialismo è una parolaccia impronunciabile, che non sta bene in bocca a un politico come si deve. Invece dovrebbe dirsi “giudizialismo”, che grosso modo coincide con la posizione di chi sostiene l’obbligatorietà dell’azione penale. Come mai questo equivoco non casuale? Perché giustizialista era il nome che Perón aveva dato al suo partito. Ora molti analisti giudicano che il premier italiano porta con sé abbondanti tratti di similitudine con il dittatore argentino. Dare del giustizialista a un povero cittadino che chiede giustizia sfidando il potere e le caste, è come “logorare la parola” che dice la verità sul premier. Impedisco di usare la parola, così non mi viene più imputata la cosa. Così si comporta il Mentitore per antonomasia. La vita politica oggi più di ieri sta bruciando parole. Impedisce che un universo linguistico di riferimento dell’opposizione possa ancora sostenersi senza bugs, senza virus.
Per questo consiglio di tornare a don Milani. E lo dico a colui che doveva risolvere il conflitto d’interessi e la questione televisiva nel precedente governo, il ministro Gentiloni , così tenero verso il premier corruttore e verso il cartello nei palinsesti concorrenti, le assunzioni senza provini, i pedaggi sessuali, tutta roba giudicata marginale e risibile, perché altrimenti si è “giustizialisti”, cioè del partito del premier. Uno che ragiona così (perché le parole ragionano per noi) avrebbe dovuto varare la riforma televisiva e non l’ha fatto. Questo conferma la tesi che a volere la leadership che abbiamo sono proprio gli oppositori di ruolo e non di sostanza. 

Io sono per l'uso appropriato delle parole in politicaDon_lorenzo_milani_3

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categoria:giustizialismo
28/06/2008


La lezione di don Lorenzo Milani e della scuola di Barbiana resta valida sempre, perché è fondata sul miracolo della significazione. Si può convenire su un sistema di segni, ma una volta stabilito il sistema, esso funziona con rigore. La destra è destra, la sinistra è sinistra. Chi si allontana dal significato pretendendo di distorcerlo, ne assume i rischi. Non può lamentarsi se le cose non funzionano.
Il dialogo tra deputati di diverso schieramento può essere invocato solo nei casi previsti dalla Costituzione, per esempio l’istituzione di una Camera delle Regioni, e quelli chiari ed evidenti del buon senso, per esempio una emergenza per catastrofe naturale. In via ordinaria l’opposizione ha il “dovere” della critica e della precisa formulazione delle ragioni che militano contro l’assunzione di un provvedimento o la formulazione di una legge. Non servono battute da teatrino, servono ragioni, motivazioni, fatti, numeri. E una rigorosa demarcazione di responsabilità.
Ho fatto l’opposizione e so cosa significa l’appello al dialogo. Significa in primo luogo che il sistema è bloccato. Di nuovo. Prima si doveva dialogare e veniva bollato come consociativismo. I prefetti respingevano tutti i ricorsi dell’opposizione con la ragione che non c’era una alternativa (o meglio c’era, ma era comunista, e allora la ragione si fondeva per autocombustione come i libri a Fahrenheit 451).
Oggi c’è la fame di affari attivati dalla politica, perché quelli attivati dal mercato sono fermi. Le chiacchiere telefoniche del premier con i suoi burattini dovrebbero venir valutate da qualcuno della scuola di Barbiana per sapere cosa dobbiamo fare domani. La scuola di Barbiana è la scuola del rigore delle parole. Per entrarci non serve la raccomandazione dei politici, basta il dizionario della lingua italiana. Forse solo dopo aver letto il dizionario della lingua italiana ci si può accorgere che il premier non era neppure eleggibile, in prima seduta del Parlamento. C’è pronta la surroga?
Surroga? Che cos’è? Uno della scuola di Barbiana lo saprebbe già, o imparerebbe in due minuti. Ciò che è sconvolgente è che non lo sa nessuno dei politici, né di destra né di sinistra. Don_lorenzo_milani_3
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categoria:surroga
28/06/2008
La piazzetta era piena di anziani delle case di riposo osimane, con i loro parenti e le loro assistenti. All’aperto, con il gran caldo, temevo che le condizioni fossero insopportabili e che avrei dovuto tenere conto di probabili malesseri, vecchietti che non ce la fanno e tornano in camera o nei locali con aria condizionata.
Invece il cielo s’è coperto giusto per un’ora e mezza, come per consentire il nostro spettacolino di varietà.
Mi riesce sempre bene, tanto che Roberta mi ha chiesto: visto che sei tanto bravo, mi aiuti a trovare un marito?
Io sono già impegnato e non posso. E poi mi sento strano in questa sorta di concorrenza a sant’Antonio.
Comunque ci proverò, ogni promessa è debito. Mi impegnerò.
Come siamo strani e divertenti! Prometto, inoltre che se dovesse esserci qualche novità su questo fronte, lo farò sapere subito.
In fondo, a me non costa nulla. Devo solo desiderare che Roberta incontri un uomo, e quello giusto.
Il difficile è desiderare “giusto”. Buttari
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categoria:desiderio