29/10/2009
Fra poco ci saranno le feste dei morti. I cristiani celebrano Ognissanti, vanno al cimitero a ricordare i propri defunti. Gli stessi cristiani celebrano Hallowen, perché è una festa che piace ai bambini, una specie di carnevale in maschera  con i simpatico rito giocetto scherzetto. La festa è pagana. Ma chi se ne accorge? I pagani veri, i pagani duri, quelli che non pongono un limite neppure al culto degli spiriti oscuri, celebrano samhein  (ho scritto giusto?), una festa astrologica o della natura. Mi rammarico che la festa cristiana, nonostante il numero delle prediche sparse in tutto il mondo cristiano (fate il conto, fate voi una stima), sia priva di vigore. Si celebano santi muti, cui si impedisce di parlare. Sono spiriti, ma nella strana condizione di non poter comunicare.  

Agostino compose un libretto, De cura pro mortuis gerenda, Il titolo si capisce da solo, perché il verbo è superfluo.  Fu poi inserito nelle Confessioni come un capitolo completo. Il cristianesimo era diventato religione di stato e si doveva modificarlo per adattarlo alla religiosità delle masse. A cominciare dal battesimo generalizzato ai bambini. Poi al culto popolare dei morti. Ne viene fuori una bellissima unità tra i santi del cielo e i fedeli della terra. che sono in cammino verso il Sommo Bene. Troppo bello! Subito scattano le proibizioni e i divieti e anche peggio. La storia conduce al trionfo di Cristo? Le sue amarezze dissuadono e fanno tornare alle religioni occulte. Così il cerchio si chiude e viva il grasso borghese senza scrupoli, unto come la carta delle patatine. Beato chi esce dal mondo e parla con i suoi morti.
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categoria:ognissanti
04/07/2009

Libania GrenotPAUSA. RIPRENDEREMO A SETTEMBRE CON IDEE NUOVE

Buone vacanze

postato da: piergi22 alle ore 22:29 | Permalink | commenti (1)
categoria:pausa
04/07/2009

Libania Grenot, 400,  ItalyLibania Grenot, italo cubana, velocista dei 400 mt, vince ai Giochi del Mediterraneo, a Pescara. Più consolante di tante altre cose. A Pescara. In Abruzzo.

 

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categoria:libania
04/07/2009

Reato di clandestinità, parlano i portavoce  della Santa Sede e della Conferenza episcopale italiana. Correggono mons. Marchetto e le sue dichiarazioni di bocciatura del decreto convertito in legge. Tali  portavoce si affrettano a dire in sostanza che il governo non è in questione. Soprattutto il mons. Pompili portavoce della Conferenza episcopale richiama la condizione di coloro che un tempo venivano chiamati "i dannati della terra" e quindi motiva eticamente l'immigrazione. Inoltre, riconosciuta la complessità del fenomeno, sollecita la correzione, in pratica, delle disposizioni perché non siano solo di ordine pubblico, ma siano accompagnate da misure di integrazione. Don Abbondio sarebbe stato più schietto: "Ho paura che il governo cada". 

 

postato da: piergi22 alle ore 00:54 | Permalink | commenti
categoria:il reato
03/07/2009

700_dettaglio2_bausch2Curioso, ma vero. Coloro che lasciano l'involucro terreno dichiarano disentirsi liberi e, se sono felici, sentono il bisogno di ballare (senza corpo!). Danzare la vita  era il titolo di un libro di Garaudì, marxista  del mio tempo, fautore del dialogo, poi scopritore della trascendnza e infine approdato all'obbedienza coranica. Ognuno ha il suo percorso, non ha senso giudicare, ha senso prendersi per mano e ballare.

Da autore teatrale amatoriale mi piace quell'uomo marionetta , quasi metafisica, di Pina Bausch. Penso che tra danza convenzionale e mimo c'è un  continuo scambio. Mi piace il fatto che in lei non c'è alcun gesto inutile. Come quel ballare sulle punte di Michael Jackson, estrema riapropriazione "di strada" del "ballare colto" del balletto classico europeo.

Che possiate ballare nella ghirlanda dei beati!

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categoria:festa in cielo
03/07/2009
Decreto sicurezza, la contrapposizione è netta:  circa la metà degli italiani se ne frega (mai espressione fu tanto appropriata) dei diritti umani . Senza nessuna mediazione l'altra metà degli italiani deve dire no e spiegare casa per casa, blog per blog, messaggino per messaggino le ragioni del no. Facciamo un censimento delle parrocchie e degli istituti religiosi che condannano la legge e quelli che non la condannano e presentiamo la lista a Bagnasco. Credenti, non credenti, diversamente credenti, mettetela come volete, io  non voglio essere annoverato nel mondo tra gli aderenti al nuovo fascismo.
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categoria:nuovo fascismo
02/07/2009

Il paradosso del liberalismo è che senza alternativa alla libertà non c'è libertà.

Ne consegue che per essere coerente il liberalismo dovrebbe cedere il passo al socialismo inteso come coimplicazione dei destini, delle ricchezze, dei benefici sociali. Così i Mills, padre e figlio.

Sistematicamente il liberalismo commette l'errore di voler cacciare fuori legge il comunismo che è la sua alternativa di sistema  ovvero di chiamare in aiuto il fascismo per poter continuare a fare affari e ricreare un mercato libero per i ricchi nella illusione di una redistribuzione corporativa. 

Dopo due secoli dovremmo aver imparato che un buon liberalismo non si distingue che di poco da un buon socialismo, come il respiro dei polmoni che si ordinano a ritmo vicendevole. Ma in Italia non è così. Abbiamo ancora bisogno delle sintesi parziali, delle alleanze di ispirazioni diverse, perché più importante dell'uno e dell'altro è l'umanesimo nella vita pubblica quanto la moralità nella vita privata. E l'umanesimo è rispondere alle domande: quale credo condividere e come correggere gli errori, quale "sogno collettivo" può essere indicato e sottoscritto.  

La parola di sintesi di tutto questo è democrazia. Siamo in Italia e ogni forza politica che pretenda di rappresentare il popolo deve rispondere alla domanda: cosa intendi fare per democratizzare la vita della Chiesa cattolica. Altrimenti il paradosso  ricade anche sulla democrazia.

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categoria:antifascismo
02/07/2009

Riforme di struttura, partecipazione degli operai agli utili delle imprese,dopo la ricostruzione ferveva la vita economica. "Reversibilità del centro sinistra" fu la frase (per la cronaca fu detta da Fanfani) che gelò i cuori. E (nella mia interpretazione) scatenò il '68 anarchico.

Oggi ci risiamo. Si torna a parlare di queste cose proprio dai tecnici della finanza.  Una correzione di rotta sarebbe necessaria. Sembra che la sinistra coltivi un "piccolo mondo antico". Non è così, le tappe non affrontate tornano come nodi da sciogliere o sassi su cui si inciampa. Il "piccolo mondo  antico" fu interrotto dall'antimodernismo di un tale vestito di rosso che si faceva chiamare monsignor Benigni. Dopo il Concilio abbiamo incrociato un Levebvre e ci siamo dovuti fermare. Basta. Io farei la conta una volta tanto. Che siano un pugno di ribelli o una grande minoranza chiassosa, le idee devono contare per testa.

Altro "ricorso storico", gli operai non sarebbero propensi ad assumersi la responsabilità del tutto, fabbriche e governo e quant'altro in mezzo. Delusione ricorrente, potrei segnare le date di queste amare e ripetute constatazioni. Ci dimentichiamo che come nasce il sol dell'avvenir nascono i fascismi e la forza bruta dell'eversione di stato. L'uomo si distingue dalle scimmie perchè impara senza bisogno di riflessi condizionati. A buon intenditor poche parole.

 

postato da: piergi22 alle ore 09:56 | Permalink | commenti
categoria:antifascismo
02/07/2009

Ammetto che trovare un elemento poetico nella politica e nella vita delle professioni e degli affari può apparire bizzarro. Ma no. C'è un motivo. E' che ho fatto molta assistenza agli anziani e ho raccolto le loro confidenze (non solo le donne chiacchierano). Io ho preso sul serio quelle confidenze perché dal punto di vista della psicologia dello sviluppo la terza età è il tempo dei bilanci morali e della soddisfazione o insoddisfazione dlla vita, della integrità o dispersione dell'io. Allora ho anch'io molto da raccontare in un viaggio a ritroso nell'esistenza pubblica, in una verifica collettiva della felicità o infelicità della repubblica.

Comincio proprio dai treni. Ho conosciuto w* che era felice della sua vita di operaio perché faceva riparazione ai treni nelle officine meccaniche di x*. Ricordava anche le trasgressioni, le bicchierate con gli amici. Restava solo un po' deluso che con un tumore alle ossa dovesse finire così. Se fossi uno sceneggiatore  (lo sono) direi che la commedia non finisce bene, finisce "a perdere" ... resta la gioia d'aver aggiustato treni. Ammutolisci indegno manager che rilasci interviste come se la ruggine fosse un problema che non ti riguarda. Il macchinista una volta andava in galera se succedeva un incidente, lo sai? (rivediamo il film di Pietro Germi!). La cosa perversa non è tanto che tu non pagherai affatto il tuo errore, ma che la gioia di w*  aggiustatore di treni è finita "a perdere" in questa repubblica ... è stata cancellata dal "sogno italiano".

postato da: piergi22 alle ore 06:40 | Permalink | commenti
categoria:antica ruggine
01/07/2009

Il personale costa all'azienda, ma è una risorsa umana indispensabile. E' questo il commento alla tragedia di Viareggio e non solo. Manutenzione, messa in sicurezza, ricambio  delle parti logorate, officina delle riparazioni ... vale per le ferrovie, vale per i telefoni, vale per tutte quelle "privatizzazioni" che sono a andate di moda nei decenni passati. E' tempo di fare verifiche e correggere gli errori. Purtroppo gli errori si debbono pagare in termini di  vite umane. Ma anche di gravi disservizi e mancati guadagni.

C'è una filosofia - giuslavoristica si dice con orrendo neologismo - secondo la quale la flessibilità, cioè l'occasionalità del rapporto di lavoro  consentirebbe mano libera alle aziende per attuare i piani di sviluppo. Tale filosofia fa il paio con quella anarcosindacalista opposta, cioè che gli operai hanno solo diritti. Siamo sulla stessa linea di irresponsabilità. In realtà staccare un biglietto è un atto umano ricco a cui non vale la pena rinunciare. La gioia dell'opera del tecnico riparatore è unica e poetica, guidare il treno è appropriarsi interiormente del paesaggio. E se c'è un problema, c'è chi ne risponde. L'opposto dei manager in fuga e dei ministri in vacanza. Lavoro romantico, perché no? La comunità ti fa felice. L'individualismo ti gela.

postato da: piergi22 alle ore 05:47 | Permalink | commenti (2)
categoria:verifiche

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